Storia

A cura di Massimo Velati

Premesso che anticamente la località era conosciuta con il nome di Figari, il toponimo Golfo degli Aranci, compare per la prima volta in una carta del 1839 redatta dall’illustre generale Alfonso Ferrero Della Marmora ad indicarne il golfo, distinguendolo da quello di Terranova. In “Questioni marittime spettanti all’isola di Sardegna”, pubblicato nel 1850, egli propone che la scelta del nome da attribuirsi alla nuova popolazione “degli Aranci” cada su Olbia Nova con la seguente motivazione: “Così chiamerei questa popolazione per ricordanza di un’antica città che prosperava sotto i Romani..”.

Sappiamo che il toponimo Olbia Nova non venne adottato ufficialmente, causa forse l’opposizione da parte dei terranovesi poiché Olbia era il nome della loro vecchia città distrutta dai Vandali verso il 455 d.C. . Possiamo dar credito che l’evoluzione del toponimo Golfo degli Aranci origini da quello di Mezzo Arancio? Io credo di sì ! Se esaminiamo la “Nuova Carta Idrografica del Regno di Sardegna” del 1785 del Francesco Giaume, troviamo il toponimo “Mezzo Arancio”, ma che il “Porto di Mezz’arancio” si trovi nell’attuale località di “Sos Aranzos”, antico toponimo in dialetto gallurese che si traduce in “gli Aranci”, ce lo conferma il Censore generale Giuseppe Cossu nella sua “Descrizione geografica della Sardegna” del 1799. Indicato nella stessa zona ritroviamo il toponimo R. dell’Arancio nella carta dell’Istituto geografico militare del 1896. In conclusione, Mezzo Arancio, Arancio, Larancio, Aranci e Golfo degli Aranci, sono i toponimi che con esatta cronologia verranno segnati nelle cartine a venire.

Nel libro del 1799 si fa cenno anche alla cappella di Nostra Signora di Bonaria della Madonna del Monte. CRONOLOGIA : 1785 ” Mezzo Arancio ” Nuova Carta Idrografica del Regno di Sardegna a opera del Francesco Giaume – 1808 ” rada dell’Arancio ” Sonetti storici della Sardegna, Gianandrea Massala – 1813 ” Larancio ” nuova carta aggiornata e ridisegnata dal Giaume – 1827 ” Aranci ” Sketch of the present state of the Island of Sardinia, Cap. William Henry Smyth – 1839 ” Golfo degli Aranci ” carta redatta dall’illustre generale Alfonso Ferrero Della Marmora.

A cura di Massimo Velati

Dal marzo del 1943 gli idrovolanti della compagnia aerea Ala Littoria effettuano la linea Roma – Olbia, più a settentrione e quindi meno esposta alla caccia avversaria. Ciò non toglie che anche un volo di linea svolto con un SM. 87 incappi nell’offesa nemica. Savoia Marchetti SM.87 I-INNO Equipaggio: 1° pilota magg. Mario Conforti, 2° pilota Clodío Flauto, radiotelegrafista ten. R. Esercito Demos Bergami, motorista mar. Mario Costantini.

Partito dal Lido di Roma la mattina del 20 maggio1943 con 28 militari a bordo alle ore 11.10, a 50 metri di quota, poco prima dell’ammaraggio nel golfo di Olbia, tra Capo Figari e l’isola della Tavolara l’aereo è attaccato da un Beaufighter. Evoluendo, il pilota riesce ad evitare le raffiche delle prime due puntate del bimotore. Al terzo passaggio è colpito ma per sua fortuna l’attaccante desiste. Anche se danneggiato all’elica del motore centrale, l’idro ammara regolarmente ma l’improvviso spostamento dei passeggeri verso coda, per allontanarsi dal settore alare considerato pericoloso per la presenza dei serbatoi di carburante, rischia di mandarlo a fondo di coda. Mentre Conforti bilancia con i motori e le superfici di comando l’aereo, l’equipaggio riesce a far tornare i trasportati verso prua salvando l’apparecchio che si porta flottando all’ancoraggio di Golfo Aranci. Dove sono sbarcati due morti, ( all. uff. Giuseppe Calaresu e l’operaio Albino Mora ) mentre un ferito grave ( av. sc. Francesco Di Ciaccio ) muore durante il trasporto all’ospedale di Olbia ( NDR Olbia non aveva un ospedale, mentre a Golfo Aranci funzionava un piccolo ospedale militare). Mentre si constatano i danni a motore, fusoliera, piani di coda, la località è sottoposta ad un attacco di Lightnings che non causano tuttavia ulteriori danni al velivolo.

L’ I-INNO rimane immobilizzato in quanto richiederebbe, dopo una prima riparazione, il trasferimento a Sesto Calende: volo per cui non è possibile garantire scorta dei caccia. I Comandanti Francesco Martinelli e Fulvio Gerardi, bloccati in Sardegna all’8 settembre 1943, pur essendo piloti di aerei terrestri non hanno altra scelta per lasciate l’isola se non rimettendo in condizioni di volo il motore centrale dell’I-INNO con ancora a bordo i segni dei colpi ricevuti ed il sangue delle vittime. Alle h. 10 del 1° ottobre essi possono decollare e raggiungere Marsala Stagnone. Ove il 23 ottobre portano in volo alcuni ufficiali statunitensi. Il 10 novembre 1943 Martinelli e Gerardi decollano con l’SM. 87 per Brindisi ove l’aereo è consegnato al Raggruppamento Idrovolanti. Nella foto l’ I-INNO Ala Littoria a Golfo Aranci, dopo l’armistizio la scritta indicante la Compagnia di appartenenza sarà mutata da Ala Littoria in “Ala Vittoria”.