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Nella tragica notte del 9 Gennaio 1896 durante una tempesta tre bastimenti viareggini fecero naufragio: la bilancella “Ida” nelle acque della Corsica, il cutter “Efigenia” nei pressi dell’ isola di Mortorio e la tartana “Fenice” presso Punta del Cannigione sulle coste Nord Orientali di Golfo Aranci. In totale furono diciotto le vittime. I corpi dei marinai della “Fenice” ritrovati vennero sepolti lungo il tratto di costa conosciuto come Cala Pascale. Nell’anno del Centenario la cala dove riposa il piccolo Clodoveo è stata ribattezzata in Cala Fenice.

Le quattro tombe con i nomi riportati sulle croci sono dell’11enne mozzo Clodoveo Cupisti, del 43enne nostromo Antonio Cupisti padre di Clodoveo, e dei marinai Michele Bertuccelli di anni 22 e Giovanni Luporini di anni 33. Nel naufragio perirono anche i marinai Temistocle Lippi di 20, e Giovanni Emanuele Del Pistoia di 35 e il mozzo 14enne Giovanni Giorgio Ghiselli. Purtoppo del ritrovamento dei loro corpi e della loro sepoltura non ci è giunta memoria, ma ci piace pensare che anch’essi riposino in terra Sarda assieme ai loro compagni di sventura.

L’equipaggio della bilancella Ida si componeva dei fratelli Salvatore Giuseppe e Giovan Carlo Giannini, di 40 e 46 anni, detti di Pistellino, rispettivamente comandante e nostromo, Paolino Petrucci, di 50anni, Ranieri Bargellini, 18enne. Eugenio Bertacca, il mozzo, è la vittima più giovane di questa immane tragedia, aveva compiuto 10 anni da appena un mese. L’equipaggio della Efigenia” era composto da: Mentore Giorgetti, padrone marittimo 36enne, Silvestro Caselli, marinaio 31enne, Paolo Buonaccorsi, marinaio 26enne, i fratelli Angelo Giovanni e Romeo Gori, di 21 e 12 anni, in ultimo, Oreste Magroncini, mozzo 17enne. R.I.P.