Falco Pellegrino

di Golfo Aranci

Falco Pellegrino

Falco Pellegrino

Il falco pellegrino è un rapace di dimensioni medie medio-grandi, raggiunge una lunghezza fra i 35 e i 50 cm con aperture alari di un metro. Il peso varia dal mezzo chilo al chilo.
Il maschio e la femmina sono simili come colorazione del piumaggio, dai toni grigio scuro sul dorso e bianco rosato con barre nere sulla parte inferiore, ma differiscono per le dimensioni che sono fino al 15% più grandi nella femmina. I toni ardesia possono spostarsi fino quasi al nero-azzurro in alcuni esemplari e si denotano sempre i grandi mustacchi neri che incorniciano il becco ricurvo giallo.
Le ali sono lunghe, acute, mentre la coda è squadrata di lunghezza media (una decina di cm).
La conformazione fisica permette un volo con battiti di ali possenti e veloci, e di stare spesso nella posizione a punto fisso per permettere la caccia. Rispetto ad altre specie di falchi il Pellegrino è “più pesante” fatto questo che determina un tempo maggiore di ascesa dell’animale in quota di avvistamento, ma che di contro permette di ottenere una accelerazione in picchiata tale da portarlo ad una velocità ben maggiore dei 200 Km/h. La tecnica di caccia assieme alla grande abilità di volo permette al falco di ghermire in volo altri uccelli delle dimensioni di passeriformi o del piccione comune (la preda preferita), ed ha portato nel corso della storia un grandissimo interesse per l’addestramento venatorio di questo rapace (già riscontrabile e normata nella “Carta de Logu” di Eleonora di Arborea).
Le numerose azioni venatorie, il razziare le uova nel nido per allevare e addestrare i falchi, e su tutto l’uso del DDT hanno danneggiato in maniera gravissima la sopravvivenza della specie, che solo recentemente sta recuperando un numero soddisfacente di esemplari.
Per la riproduzione sceglie scogliere e strapiombi inaccessibili, deponendo le uova in pertugi e insenature e spostandosi in ampi spazi aperti per procurarsi il cibo. La coppia di falchi una volta formata è stabile, torna a riprodursi negli stessi luoghi, e spesso caccia in coppia. Lo si può scorgere su posatoi in posizione strategica come rocce a picco, e durante il volo risulta facile scorgere la sua presenza data la quantità di fischi, strilli, e versi che produce.

Protezione:
Specie protetta con Legge n.32/78 e già nominata come protetta nella Carta de Logu.
Rara, e in precario equilibrio in Sardegna non è quasi più presente.

A cura di Massimo Velati