Fregata Vittorio Emanuele

Fregata Vittorio Emanuele

Il 5 ottobre 1875 la regia pirofregata Vittorio Emanuele, sotto vapore, con 4 caldaie accese, giungeva sulla rada della Reale all’isola Asinara e vi si tratteneva alcune ore nello intento di misurare le traiettorie di evoluzione, girando sulla destra e girando sulla sinistra.
Il metodo tenuto per questa operazione fu quello già sperimentato a bordo della cannoniera corazzata Guerriera e descritto negli Elementi di attrezzatura e di manovra ad uso degli allievi della regia scuola di marina. La posizione del bastimento ad intervalli di tempo costanti di 30 minuti secondi si riferisce ad un sistema di coordinate polari avente il centro sull’asse di un albero verticale piantato in una lancia stabilmente ormeggiata con un ferro da poppa ed un altro da prora. Il movimento angolare assoluto del bastimento è misurato con un grafometro che ha i traguardi rivolti ad un punto fisso molto distante, mentre la sua linea di fede è parallela all’asse verticale longitudinale del bastimento. Il movimento angolare relativo è misurato da un secondo grafometro col quale si mira l’albero della lancia. L’angolo al centro fra due osservazioni consecutive si ottiene combinando per differenza gli angoli misurati dai due grafometri. Le distanze delle diverse stazioni al centro delle coordinate polari sono ottenute col mezzo di altezze angolari dell’albero della lancia misurate da due osservatori almeno, collocati presso del 2° grafometro; si prende la media degli angoli ottenuti in ciascuna stazione ed occorrendo si pratica, alla distanza ottenuta, una piccola correzione per il piccolo intervallo collocato tra l’osservatore e l’asse del grafometro. Questo metodo, il quale richiede l’aiuto di parecchi osservatori, dà un grado di esattezza sufficiente, ed è il solo col quale si possa determinare facilmente l’angolo di deriva. L’altezza dell’albero della lancia era di metri 12,50 fra l’estremità superiore e l’orlo superiore d’un cerchio bianco segnato poco sopra l’orlo della lancia medesima.

Il 1° grafometro era puntato sopra di un picco delle montagne a levante di Sassari alla distanza di 46 chilometri, onde risultava una parallasse non maggiore di mezzo grado per un circolo di 400 metri di diametro. La figura 3 rappresenta una traiettoria di evoluzione rilevata il 9 dello stesso mese di ottobre per un arco di 739°, in circostanze poco meno favorevoli di quelle incontrate nella rada della Reale. Il bastimento situato nel golfo degli Aranci presso l’ isola Figarotto, mirava con un grafometro ad un picco dei monti Nieddu in Sardegna, distante chilometri 29,6. Esso era soggetto all’influenza di una corrente diretta a Libeccio con velocità di un quarto di miglio all’ora; il vento moderato da scirocco era presso a poco perpendicolare alla direzione della corrente. Avevamo tre sole caldaie accese, colle quali la velocità massima del bastimento non poteva eccedere le 7 miglia ; ma questa velocità non fu misurata esattamente prima dell’evoluzione. I risultati delle osservazioni sono indicati nella tabella C. Si nota prima di tutto che gli spazi angolari descritti dal piano diametrale del bastimento di 30″ in 30 ” di tempo non sono perfettamente uguali, ma variano notabilmente in alcuni punti della curva discostandosi dalla media. Questo effetto è in parte dovuto al vento, il quale poteva accelerare o ritardare alquanto il movimento assoluto della nave, secondochè questa era percossa verso poppa o verso prua. L’azione poi della corrente si rende manifesta pel movimento di traslazione del centro istantaneo di rotazione intorno al quale si muoveva il bastimento dopo che la velocità era arrivata al limite inferiore. Lo spostamento del centro di rotazione assai più ancora dell’impulso del vento contribuiva a modificare periodicamente la velocità angolare assoluta misurata dal primo grafometro. In primo luogo notiamo che il diametro della curva dopo i primi 180″ corretto dalla parallasse, coincide quasi all’approssimazione di un metro col valore medio di quelli notati alla rada della Reale. Capitano di Vascello V. F. Arminjon.

A cura di Massimo Velati

Servizio traghetti a cura di Traghettilines

CLICCATE SUL LINK PER VEDERE QUESTO RARISSIMO VIDEO, E AL MINUTO 5.28 SORPRESA!!! – Manovre navali italiane anno: 1908 – Queste manovre si sono svolte tra l’isola della Sardegna più precisamente a Golfo Aranci, dove il nemico aveva collocato la base delle sue operazioni e Genova, che è stata bombardata. Si vede poi una nave distrutta da una torpedine: si assiste alla posa in acqua della torpedine, che poi traccia il suo solco tra le onde del mare per colpire un naviglio. La torpedine esplode, la nave è colpita e affonda tra le onde.

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